Maurizio Marletta, Maciste di Porta Pila

maciste_modifica

Fonte: Stampa Sera

Torino, anni ‘60. La “capitale dell’automobile” necessita di lavoratori per crescere: l’immigrazione. Tra i tanti che salirono al Nord, uno si chiamava Gioacchino Marletta alias Maurizio, siciliano. A differenza di altri, venuti su col miraggio del posto fisso, Maurizio vive interpretando il ruolo dell’ultimo artista di strada della tradizione portapalatina. Diventerà il Re di Porta Palazzo, il Maciste di Porta Pila, intrattenendo il pubblico, la domenica mattina, sollevando una pesante pietra, spaccando le maglie di una catena attorno al petto, sfidando coreograficamente gli astanti a fare altrettanto. Una degna introduzione del personaggio può coincidere con la sua personale filosofia di vita, tutta contenuta in una massima che potremmo definire Maciste-pensiero: «più sollevi più uomo sei, meno sollevi meno uomo sei». Questa perla di saggezza ci spalanca le porte su un mondo di confine, tratteggiando a tinte forti e quantomai originali questa sorta di clochard nostrano che ha trascorso gli ultimi anni della sua vita in via Bra, una delle vie della Torino popolare che in Porta Pila aveva ed ha il suo cuore pulsante.
A Porta Palazzo era Maciste che incantava più di tutti. Ogni volta che si esibiva sulla piazza c’erano sempre numerose persone a vederlo. Alto, robusto, con masse incredibili di muscoli e lunghi riccioli scuri. «Maurizio – ricorda il regista Ferrante, che lo riprese nel cortometraggio Uomo della Pietra – poteva parlare di un regno. Era una specie di cavaliere libero che aveva scelto di non dover chiedere niente a nessuno, soltanto al popolo che gli gettava le monetine. Era una vita di stenti, però non aveva un padrone».”

estratto da Il Maciste di Porta Pila. Storie di immigrati e del “re” Maurizio, Andrea Biscàro, Neos Edizioni, Rivoli, 2013

Oltre ad essere artista di strada, Maurizio Marletta, scomparso nel 2001, vanta diverse collaborazioni illustri nel mondo del cinema: con Pier Paolo Pasolini ne I racconti di Canterbury (1972), Ettore Scola in Trevico-Torino – Viaggio nel Fiat-Nam (1973), Pasquale Squitieri in Razza selvaggia (1982).

Il cortometraggio di Giacomo Ferrante, realizzato nel 1992, ne illustra la storia. Di seguito, un estratto.

Parallelamente al libro di A. Biscàro, è nato uno spazio pubblico sotto la forma di un blog aperto, dedicato alla memoria di Maurizio Marletta: chiunque lo abbia conosciuto, dalla Sicilia a Torino, può condividere lì i suoi ricordi.

Mercoledi 6 novembre, ore 21 | Serata dedicata al Maciste al Hub Cecchi Point
a cura dell’Associazione Museo Nazionale del cinema e Videocomunity, con la partecipazione di Andrea Biscàro e Giaccomo Ferrante. Sarà proiettato l’Uomo della Pietra (1992).

Stampa Sera 04/06/1980

Advertisements